5 errori che la reunion di Friends non dovrebbe commettere
È ufficiale: la reunion di Friends si farà. Non si tratterà di una nuova stagione della fortunata serie comica degli anni Novanta, bensì di uno speciale che riporterà insieme i sei protagonisti e i suoi creatori. Una specie di documentario che celebrerà il successo passato, ma anche la grande influenza che un titolo come questo (conteso da tv e piattaforme di streaming) ha ancora oggi. Farà il suo debutto sul nuovo servizio americano Hbo Max, e con tutta probabilità da noi arriverà su Sky. In attesa di vederne anticipazioni nei prossimi mesi, riflettiamo su quanto sia delicata un’operazione del genere, soprattutto andando a toccare una serie molto amata e che mai prima d’ora si era tentato di riproporre. Vivendo in un’epoca di revival e di reboot, ecco le lezioni da imparare dagli errori fatti da altri programmi in passato.
Tra i punti di forza di Friends? I tormentoni: dalle canzoni di Phoebe come Gatto rognoso alle frasi ricorrenti (“Eravamo in pausa!” di Ross, “Lo sapevo” di Monica, “Come va?” di Joey) e ancora i giochi inventati, il ritrovo al Central Perk e così via. Insomma, ci sono tantissimi elementi che hanno reso la serie memorabile. Già raccontarli tutti sarà una sfida, soprattutto nei confronti di un pubblico nuovo o più giovane. Il pericolo è quello di rivolgere eccessivamente l’attenzione al passato, senza aggiungere nulla di nuovo a ciò che già sappiamo o abbiamo visto. Un po’ la stessa formula ripercorsa da Una mamma per amica: Di nuovo insieme, i quattro film Netflix che hanno riportato in scena le Gilmore: un tributo ottimo, emozionante e appassionato alla ricetta originale, certo, ma si sentiva fino in fondo il bisogno di vedere riavvolgersi il nastro?
Un modo per evitare di avere lo sguardo rivolto esclusivamente verso una nostalgia fine a se stessa: trovare un modo, nonostante gli anni passati, di ricollegarsi al presente. Se ancora oggi Friends è una delle sitcom più guardate in streaming è perché il pubblico contemporaneo continua a trovarci un spirito interessante e vitale. Una lezione da cui prendere esempio può essere quella di Will & Grace, “erede” degli anni Duemila tornato in onda a distanza di un decennio: nonostante riproponesse le figure mitiche e “macchiettistiche” dei suoi protagonista, soprattutto nella prima stagione revival, ha trovato il modo di parlare della contemporaneità, affrontando temi spinosi come l’elezione di Trump o la recrudescenza dell’omofobia. Anche Friends, senza perdere il suo tono leggero, deve dare qualcosa di significativo nello scenario di oggi.
Come ogni sitcom che si rispetti, Friends aveva trovato la sua formula vincente soprattutto in un cast ben assortito ed equilibrato: i sei personaggi venivano messi al centro dell’attenzione tutti allo stesso modo e le loro interazioni erano frutto di una sintonia raramente vista altrove. Ovvio, dunque, che Rachel, Monica, Phoebe, Chandler, Joey e Ross saranno i protagonisti assoluti dello speciale, sarebbe però un peccato non vedere altri attori che, pur di contorno, hanno fatto la storia della serie, come il timido Gunther, l’acutissima Janice o alcuni attori famosi passati per i vari episodi, come Reese Witherspoon, Paul Rudd o Tom Selleck. Certo, bisognerebbe evitare anche il caso opposto, come la seconda stagione del revival di Pappa e ciccia, intitolato Roseanne in originale, da cui è stata allontanata la stessa protagonista Roseanne Barr, continuando solo con i comprimari.
Lo speciale dedicato alla serie comica sarà davvero un prodotto molto complesso da realizzare. Il mix di nostalgia, testimonianze, tentativi di attualizzare e di raccontare il successo oggi come allora equivarrà a una montagna di materiale da gestire e veicolare con il giusto spirito. D’altronde i revival sono sempre così, si muovono sul filo sottile di proporre il passato ma anche il nuovo. Non sempre ci si si riesce: il caso de Le amiche di mamma, rivisitazione Netflix della sitcom anni ’80 Gli amici di papà, è lampante nell’aver riproposto una facciata usurata senza innovare più di tanto, mentre all’opposto un tentativo come quello delle nuove Streghe, che sta andando in onda in questi anni, mostra come sia controproducente ribaltare qualsiasi situazione giusto per il gusto di innovare. Insomma, i creatori dello speciale di Friends hanno tutti gli ingredienti giusti in mano, il difficile sarà dosarli bene.
Come detto più volte, Friends è stato un fenomeno televisivo piuttosto irripetibile. Ben radicato nello spirito degli anni ’90, ne ha incarnato pregi e difetti all’ennesima potenza. Quei personaggi sono dunque incastonati in una precisa epoca ed è stata in qualche modo una fortuna che per molti anni si fosse deciso di non organizzarne un ritorno. Ora questo speciale è un’occasione troppo ghiotta e anche le modalità in cui si svolge hanno tutte le carte in regola per essere un evento straordinario. E straordinario deve essere. Facile è che il successo che investirà lo special di Hbo Max faccia accarezzare la tentazione di tornare a pieno regime. Ammesso che gli attori siano disposti (e non vogliano troppi soldi), sarebbe con ogni probabilità un desiderio al quale non cedere. Certe cose stanno bene nel passato (o nelle milionarie operazioni nostalgia una tantum).










